saggio sopra l’espressionismo

Gaetano delli Santi sapientemente ci fa contaminare dal germe dell’Espressionismo presente nel Romanticismo, nel Liberty, nella parola di Dante, in tutte quelle espressioni dell’arte e della letteratura che abbiano intenzionalmente messo da parte la forma classica.

… Non interessa a Gaetano delli Santi quale opera è stata fatta prima, né l’evoluzione dello stile per costruire effimere cronologie; la sua analisi è estremamente lucida e sempre sostenuta da una scrittura che si fa permeabile al contenuto… una massa di materiali tanto eterogenei in un testo organicamente strutturato con precisione e naturalezza: l’accostamento dapprima appare spregiudicato poi si rivela evidente.

… Questo saggio rivoluzionario è idealmente composto di due parti, una di distruzione e una di costruzione. Nella pars destruens delli Santi smonta in modo sistematico e con grande intelligenza i luoghi comuni sull’arte che impediscono di cogliere la dirompente novità estetica dell’Espressionismo.
La pars construens opera invece un’analisi delle infinite sfaccettature della realtà espressionista attraverso un approccio caleidoscopico, proprio come l’Espressionismo, e rifugge ogni schema precostituito.

… il Bello non ama lo scavo; il Brutto scava all’interno e porta fuori ciò che sta dentro, senza idealizzare. Ecco, l’Espressionismo, tutti gli Espressionismi, hanno sempre disturbato l’estetica della sensibilità idealizzante che preferisce la sterilizzata sicurezza del mondo apollineo.

… Saggio sopra l’Espressionismo mira al superamento delle effimere cronologie e dei generi e degli stili analizzati a compartimenti stagni, come nella poesia universale progressiva romantica; guarda all’unità fondamentale tra forma e contenuto, tra Bello e Brutto, ovvero tra tutti gli opposti; fornisce degli strumenti di analisi critica altra senza pretendere che l’Arte debba essere comprensibile a tutti.

(dall’introduzione di Patrizia Mugnano e Alice Pareyson)